Le nocciole di langa, famose sul web

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Come sempre più spesso dobbiamo fare, la capacità di analisi e spostare il punto di vista sulle cose sono fondamentali per non digerire tutto senza masticare.

Ebbene si, parto sempre dal cibo.

Il cibo è cultura.

Quindi, leggo la news che come direbbero alcuni blog “sta spopolando sul web in questo momento”

Il sig. Valter, contadino di vecchia scuola, che decide di non usare il piccì ma di scrivere a mano una lettera, ad un enorme numero di clienti.

Facciamo un pò di conti:

buste: € 0,10 cad.

lettere (1 foglio A5 stampati) : € 0,10

Spedizione poste italiane, fino a 4 kg=  € 0,95 (300 kg diviso 12000= 0,025 gr)

1,15 euro x12000= 13.800 euro

Posto che, immagino che, la storia che le abbia scritte tutte a mano sia un invenzione, voglio comunque fare il calcolo:

1 minuto a lettera, ad essere veloci, sono 12.000 minuti pari a 200 ore, mettiamo un prezzo basso 10 euro/ora sono 2.000 euro

A questo bisogna aggiungere il tempo per prendere le nocciole a manciate, metterle nelle buste, chiudere le buste, inserire (sempre a mano) gli indirizzi. Diciamo che il nostro amico Valter è davvero veloce. Calcoliamo 1 minuto a lettera (perché il mittente lo avrà già fatto fare come etichetta adesiva in tipografia). Quindi aggiungiamo al sub totale altri 2.000 euro.

Così raggiungiamo la ragguardevole cifra di 17.800 euro (ci aggiungiamo imprevisti, il gasolio del furgone per portare le buste in posta, il tempo di attesa in posta, ecc…) poniamo una cifra ridicola, 200 euro.

Ci siamo dimenticati qualcosa?

Si!!!!

Come ha preso i contatti il sig. Valter?

Li avrà comprati da qualche azienda che li vende a blocchi di 1000?

Ha acquistato delle vecchie guide del telefono oppure ha preso i suoi figli, gli ha fatto aprire le pagine bianche ed ha scritto tutti gli indirizzi che ha trovato su un bel foglio per poi ricopiarli?

Tutti quelli che ha trovato perchè in tanti hanno deciso di scomparire dagli elenchi cartacei e di conseguenza dalle pagine bianche (per colpa dei call center si dice) e poi pubblicano tranquillamente su Facebook quando sono al mare con la famiglia; ma questa è un altra storia. Ed ho anche utilizzato il punto e virgola che sta diventando specie in via di estinzione doppio wow 😉

Quindi aggiungiamo un bel 2000 euro, è stato bravo, ha trattato il prezzo, si è fatto fare lo sconto?

Dai, diciamo 1.500

Siamo arrivati a 19.500 euro per un ritorno al momento di 300 potenziali clienti, ovvero l’ 1,5%

Però Valter, che è contadino, ma sa ben fare di conto, ha pensato al ritorno pubblicitario potenziale dato dalla stampa che avrebbe pubblicato il suo annuncio e lo avrebbe gratuitamente veicolato tramite i social.

Quando qualche, educato ed onesto piccolo imprenditore gli ha proposto un investimento di 2000 euro per poter fare una campagna Facebook, lui avrà pensato: duimila euro ma ti’ss mat! ai và dui mes en campagna par purè a cà cui sold…. ai pens mì

“ duemila euro, ma tu sei matto! ci vogliono due mesi di campagna per portare a casa quei soldi… ci penso io”

Risultato: 19.500 vs. 2000 euro

Tutto questo ragionamento a cosa porta: Spendere non è investire.

Quindi quando decidi di affidarti ad un fornitore, di qualunque tipo di lavoro stiamo parlando. Verifica sempre che corrisponda alla tua richiesta, e verifica bene tutti i costi derivati da una operazione…

Sia che tu decida di farti le foto da solo per la tua azienda, che la tua campagna social che i fiori per il tuo matrimonio.
Le ore di lavoro perso, i permessi, le cene con gli amici saltate, le discussioni in famiglia. Tutto ha un prezzo.

Pensaci prima di dire che un lavoro è caro, a priori 😉

Buona riflessione

#buonapasqua a tutti

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